Saturday, 15 December 2012

Il web rimane (fortunatamente) #freeandopen


Si è conclusa il 14 Dicembre, a Dubai, la World Conference of International Communications (WCIT), indetta per volere dell'Unione Internazionale delle telecomunicazioni (ITU), facente parte delle Nazioni Unite, che avrebbe potuto cambiare le sorti del Web.

Si è discusso sulla regolamentazione di esso a livello nazionale ed internazionale, più in particolare della regolamentazione dei diritti sulla gestione di Internet sulla numerazione, la denominazione e le risorse di identificazione: la Russia e la Cina, insieme ad altri paesi africani, hanno contestato la gestione esclusiva degli USA (paese creatore del WWW) di queste voci e che venga nominato un organo super partes che regoli il sistema degli indirizzi Internet.
Alcuni paesi africani, poi, hanno richiesto l'inserimento, nel trattato, di una sorta di paragrafo che faccia un riferimento esplicito al rapporto tra Rete e diritti umani.
I paesi occidentali (USA, ovviamente, UK, Canada e Italia, per citarne alcuni) si sono opposti sostenendo che la proposta fosse più rivolta alla salvaguardia dei diritti dei propri governi che dei cittadini in sè per sè.

Il documento, che risale al 1988, prevedeva, quindi, una sorta di censura da parte dei governi, in cui fossero in grado di filtrare  i contenuti online, come da proposta di Russia e Emirati Arabi, anche se tutto ciò, in modo limitato, già accade in Cina e, più recentemente, in Siria.
Anche Google, come avevamo già detto (vedi Per un web #freeandopen), s'è inserita [indirettamente] nella discussione, avendo poi ragione.

LE CONCLUSIONI
  
Secondo Hamadoun Toure, segretario dell'ITU, qualche passo avanti è stato fatto: maggior trasparenza nelle tariffe internazionali di ROAMING.

Dall'altra parte, invece, tante critiche per l'insuccesso della Conferenza, che ha dimostrato come organizzazioni quali l'ITU siano deboli di fronte agli interessi dei governi (e non), ma soprattutto, come non riescano a tenere il passo dell'avanzo tecnologico.
Tema scottante resta, comunque, la mancanza di trasparenza di determinati eventi, cioè, di come l'opinione pubblica abbia scarsa opportunità di far valere le proprie idee, che in questo caso erano più che contrarie.

In ogni caso il world wide web resta #freeandopen 

LA REDAZIONE
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