Monday, 13 June 2011

La Radio vota 4 SI!



Per la prima volta dopo anni, il centro della discussione politica nazionale in vista del referendum del 12 e 13 Giugno, verte su tematiche incredibilmente interessanti, incredibilmente nuove, incredibilmente diverse. Allo stesso tempo però questa incredulità necessita di un’analisi approfondita che possa far sì che proprio l’importanza di queste tematiche non venga gettata nel dimenticatoio.
Il legittimo impedimento è più di un referendum. E’ un ennesimo plebiscito nei confronti del Capo del Governo, del protagonista della nostra società, orami da anni. Inutili sarebbero le spiegazioni sul contenuto del quesito referendario e della legge cui fa riferimento. Ma il popolo sorprende e, spesse volte, purtroppo, mortifica.
L’acqua e il nucleare, invece, sono stati gli argomenti fulcro della discussione di queste settimane che però hanno lasciato spazio ad una scelta quasi libera e non condizionata dalla tifoseria partitica, vera bussola delle precedenti tornate referendarie. Da destra e da sinistra le opinioni sono state innumerevoli, spesso molto contrastanti. Ci si è confrontati duramente, aspramente, a volte scorrettamente, ma è stato un dibattito, vivo, vero, acceso. Si è parlato della assoluta necessità con la quale la parola spettasse ad un gruppo di esperti. Domenica e Lunedì si voterà per il bene del Paese, per il futuro dell’Italia; e nella scelta del proprio futuro, la voce degli esperti conta relativamente, indipendentemente dalla direzione della matita, nella cabina elettorale.
Gli inviti a non votare sono la prima sconfitta di questa tornata elettorale. Ma se la vergogna è solita ormai accompagnare gli exploit del Presidente del Consiglio, è amaro il sapore che condisce il ricordo di quel famoso 2003 e di quella celebre votazione sull’art. 18 con l’invito all’astensione da parte di tutte le sinistre. Un giusto fine combattuto con un'arma impropria. L’indignazione dei giovani spagnoli, apparsa sulle cronache di tutto il mondo, presenta un incolmabile limite. L’ assoluta impotenza. Purtroppo o per fortuna la società che ci circonda è stata costruita affinché potesse essere cambiata solamente attraverso la volontà dei cittadini. Quello che resta quindi è il principio cardine della nostra e di tutte le società del mondo, a permettere di indignarci ancora una volta di fronte allo scandalo. Quel “non votate” che affligge il buon senso civico di ogni italiano. Don Milani diceva che “le uniche armi a nostra disposizione sono incruente e non violente: lo sciopero e il voto”. Utilizziamole, facciamole nostre, affinché la nostra indignazione si trasformi e possa davvero diventare l’incipit di un cambiamento. Un cambiamento possibile grazie a quello che una volta era un sogno, e che invece ora sembra essere davvero a portata di mano: la democrazia.

Francesco Gentili

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